Palinsesti e TV
Finalmente ieri sera in TV e’ stato trasmesso in prima serata qualcosa di serio, di piacevole,
di intelligente e culturale. Sto parlando della Sinfonia n. 9 di Beethoven diretta da Zubin Mehta
e trasmessa su RaiTre in diretta e ovviamente senza pubblicita’.
Una parentesi felice in un palinsesto generalmente pessimo, dove film seri e interessanti, documentari
e approfondimenti degni di esser visti vengono relegati in seconda o perfino terza serata, per lasciare
posto a programmi per quozienti intellettivi pari a mufloni.
Ma evidentemente, sono proprio questi programmi che “tirano”, altrimenti oche e polli di cosa parlano
con amici e amiche?
Curiosita’: sapevate che quando era il momento di decidere quanto fare “lunghi” i CD, decisero
che dovessero contenere almeno tutta la 9a Sinfonia?
Abbasso l’estate.
Odio l’estate. E’ una stagione inutile.
Il caldo e’ opprimente, nelle grandi citta’ e’ ancora peggio: si suda rimanendo fermi seduti immobili
sul divano, si dorme male per il caldo, l’insonnia aumenta, le strade sono roventi e l’asfalto rende
difficile ogni passo.
Diventiamo cibo per le zanzare, abusiamo dei condizionatori e rimaniamo fregati dagli sbalzi
di temperatura, il verde dei prati e delle piante ingiallisce per il troppo caldo, la gente sviene,
gli anziani come i bambini hanno problemi respiratori…
Le spiagge sono piene di lucertole amanti dei cancri della pelle e le montagne sono affollate
di gente che non le rispetta e pretende solo un po’ di frescura senza nulla dare in cambio…
Quando diventero’ Padrone del Mondo togliero’ questa inutile stagione.
Tenere la destra
Le regole ci sono, pero’ continuo a non capire perche’ in giro c’e’ una miriade di automobilisti ignoranti
che insistono a viaggiare in autostrada nella corsia di centro.
Fai chilometri e chilometri con autisti che come oche seguono a 100 all’ora l’auto che li precede, peccato solo siano in fila nella corsia di centro mentre quella di destra e’ vuota.
La meta’ di questi poi tiene i fari spenti.
E quindi via con zig zag mostruosi, perche’ tu arrivi dalla corsia di destra a 130km/h, ti trovi lo sveglione
di turno a 100 all’ora al centro… che fai? o prosegui e lo sorpassi a destra o ti metti a zigzagare
per sorpassarlo e rimetterti sulla destra.
Imparate a guidare, imparate ad avere rispetto per gli altri guidatori. Non siete i migliori piloti padroni della strada e se non tenete la destra e lasciate i fari spenti, siete solo una massa di ignoranti menefreghisti.
Finalmente Frost!
Sono trascorsi 3 anni da quando ho cominciato a cercare il libro di Robert Frost “Conoscenza della notte”.
Il libro edito da Mondadori era uscito di produzione prestissimo. Il mercato dell’usato praticamente inesistente…
Oggi finalmente, dopo tre anni di ricerche saltuarie sui vari siti di aste, libri usati, nuovi, ricerche, mercatini, bancarelle ho trovato il libro in Spagna. Edizione italiana con poesie nelle due lingue inglese-italiano.
Ordinato istantaneamente, non vedo l’ora che arrivi.
Grazie AbeBooks!
Aggiunta del 200806.12
Finalmente col cavolo… Ieri sera mi ha scritto AbeBooks dicendomi che il libro non gli risulta
piu’ a magazzino… quindi la ricerca continua…
Nessuno di voi lo ha e me lo vende? ![]()
Odio gli ombrelli
Piove.
E ogni volta quando piove la gente ha il terrore della pioggia… dell’Acqua…
Non sopporto gli ombrelli… anche se forse dovrei dire per correttezza che non sopporto la gente con gli ombrelli.
Gli ombrelli, poverini, dal canto loro non fanno nulla.. sono inerti… dimenticati spesso.. trascurati dai padroni, a volte abbandonati, feriti per strada con il ferro bene in vista come fratture esposte.
Poveri ombrelli. Il problema non e’ in voi.. e’ in chi vi usa.
Gente che camminando si trasforma in Opliti greci che avanza a testa bassa, resi ciechi dal loro scudo contro la natura.
Persone che camminano con l’ombrello chiuso durante una parentesi di sereno e ad ogni passo fendono l’aria come se avessero in mano un machete in una fitta giungla.
C’e’ chi in metropolitana ti punta l’apice del suo strumento colorato sui piedi, fino a sentire rivoli di acqua inzupparti le scarpe o i pantaloni…
C’e’ perfino chi anticipa i tempi e apre l’ombrello quando ancora deve scendere dall’auto o dal mezzo pubblico o ancora uscire di casa, e rido dentro me quando li vedo incastrarsi nei stretti passaggi.
Quando c’e’ vento e tornano gli Opliti li vedi sfidare i sette venti a testa bassa finche’ come svoltano un angolo e il vento cambia, l’ombrello si ribalta e allora li vedi imprecare contro quella macchia di colore in una giornata grigia.
Per chi come me e’ alto poi, gli ombrelli sono un pericolo continuo per gli occhi: siamo costretti
ad agire come Neo in Matrix ed evitare le punte che minano la nostra salute…
Signore e Signori… e’ acqua. Non merda.
Quando e’ moda e’ moda
Giorgio Gaber, grande milanese, grande poeta…
“Quando e’ moda e’ moda”
Mi ricordo la mia meraviglia e forse l’allegria
di guardare a quei pochi che rinunciavano a tutto;
mi ricordo certi atteggiamenti e certe facce giuste
che si univano in un’ondata che rifiuta e che resiste.
Ora il mondo è pieno di queste facce
è veramente troppo pieno
e questo scambio di emozioni, di barbe, di baffi e di chimoni
non fa più male a nessuno.
Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
Non so cos’è successo a queste facce, a questa gente
se sia solo un fatto estetico o qualche cosa di più importante,
se sia un mio ripensamento o la mia mancanza di entusiasmo
ma mi sembrano già facce da rotocalchi,
o da Ente del Turismo.
Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
E visti alla distanza non siete poi tanto diversi
dai piccolo-borghesi che offrono champagne e fanno i generosi
che sanno divertirsi e fanno la fortuna e la vergogna
dei litorali più sperduti e delle grandi spiagge
della Sardegna.
Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
E anche se è diverso il vostro grado di coscienza
quando è moda è moda non c’è nessuna differenza
fra quella del play-boy più sorpassato e più reazionario
a quella sublimata di fare una comune
o un consultorio.
Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
Io per me se c’avessi la forza e l’arroganza
direi che sono diverso e quasi certamente solo
direi che non riesco a sopportare le vecchie assurde istituzioni
e le vostre manie creative, le vostre innovazioni.
Io sono diverso,
io cambio poco, cambio molto lentamente
non riesco a digerire i corsi accelerati da Lenin all’Oriente
e anche nell’amore non riesco a conquistare la vostra leggerezza
non riesco neanche a improvvisare e a fare un po’ l’omosessuale
tanto per cambiare.
Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
E siete anche originali, basta ascoltare qualche vostra frase
piena di parole nuove sempre più acculturate, sempre più disgustose
che per uno normale, per uno di onesti sentimenti
quando ve le sente in bocca avrebbe una gran voglia
che vi saltassero i denti.
Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
Io per me se c’avessi la forza e l’arroganza
direi che non è più tempo di fare mischiamenti,
che è il momento di prender le distanze
che non voglio inventarmi più amori
che non voglio più avervi come amici, come interlocutori.
Sono diverso e certamente solo
sono diverso perché non sopporto il buon senso comune
ma neanche la retorica del pazzo
non ho nessuna voglio di assurde compressioni
ma nemmeno di liberarmi a cazzo
non voglio velleitarie mescolanze con nessuno
nemmeno più con voi
ma non sopporto neanche la legge dilagante
del “fatti i cazzi tuoi”.
Sono diverso, sono polemico e violento
non ho nessun rispetto per la democrazia
e parlo molto male di prostitute e detenuti
da quanto mi fa schifo chi ne fa dei miti
Di quelli che diranno che sono qualunquista non me ne frega niente:
non sono più compagno né femministaiolo militante,
mi fanno schifo le vostre animazioni, le ricerche popolari
e le altre cazzate;
e finalmente non sopporto le vostre donne liberate
con cui voi discutete democraticamente
sono diverso perché quando è merda è merda
non ha importanza la specificazione:
autisti di piazza, studenti, barbieri, santoni, artisti, operai,
gramsciani, cattolici, nani, datori di luci, baristi,
troie, ruffiani,
paracadutisti, ufologi…
Quando è moda è moda, quando è moda è moda.
Filed under Musica, Riflessioni | Comment (0)non capisco…
Sono tante le cose che non capisco e questa affermazione certamente non meravigliera’ nessuno…
Tra ieri ed oggi ho letto di lamentele da parte dell’ONU all’intenzione italiana di considerare l’immigrazione clandestina un reato. Oggi leggo che a Roma si sta svolgendo un summit della FAO a cui partecipano (tra gli altri) Ahmadinejad e Robert Mugabe.
Il primo ha dichiarato: “Israele è alla fine, presto sarà cancellato” mentre il secondo ha costretto il suo popolo alla fame e alla rovina.
Come mai l’ONU non ha detto nulla a riguardo? L’Italia avrebbe forse dovuto dire che avrebbe cancellato gli immigrati?
Il Papa infine, nel Suo messaggio ai leader riuniti a Roma, ha detto: “La grande sfida di oggi è quella di globalizzare non solo gli interessi economici e commerciali, ma anche le attese della solidarietà nel rispetto e nella valorizzazione dell’apporto di ogni componente umana” e “Misure coraggiose nel rispetto della dignità umana”.
Giustissimo… ma come mai non dice nulla e non fa nulla per il Tibet? Come mai non ha ricevuto il Dalai Lama quando e’ venuto in Italia nonostante le richieste di udienza di quest’ultimo?
Ma della causa Tibetana riflettero’ piu’ avanti…
Tutto quadra
Il mondo e’ bello perche’ e’ divertente.
Spesso rifletto su quanto le persone siano coerenti con le loro idee…
Questa mattina, come tutte le mattine, chiamo l’ascensore per salire al 3° piano dove lavoro. In attesa con me c’erano altre 6 persone. Arriva una donna con una borsa in spalla e contemporaneamente le porte dell’ascensore si aprono. Salgo io, e quest’ultima donna si infiltra passando davanti alle altre persone che aspettavano, una delle quali deve rimanere ad aspettare che un altro ascensore arrivi visto che la capienza e’ di sei persone.
Io premo il pulsante per il terzo piano, un collega per il quarto. La donna preme 1.
E’ passata davanti per fare solo un piano in ascensore e a tracolla ha la borsa di una nota palestra.
L’ascensore arriva al primo piano… le porte si aprono.. si fa spazio senza aprire bocca per scendere e ovviamente non saluta…
“Tutto quadra” ho pensato mentre le porte si richiudevano…
forse ci siamo…
Mi piace, una grafica semplice ma particolare.. sfumature azzurre (senza il blu io non so stare)
e pulizia generale…
Quando avro’ tempo e voglia completero’ la pagina “About”, per ora vi tocca accontentarvi… ma
forse ci siamo… si puo’ cominciare…
si lavora…
Si comincia a mettere un po’ di ordine…
Sono ancora indeciso tra due interfacce grafiche… la prima e’ questa, per la seconda
devo lavorarci su perche’ voglio aggiungere una seconda sidebar (ne ha una sola)…